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I 5 cybercrimini più rilevanti legati all’IA

Per i comandanti delle forze dell’ordine e i responsabili della protezione delle infrastrutture, comprendere l’evoluzione della cybercriminalità con l’IA non è facoltativo, ma è una questione di sopravvivenza operativa. L’intelligenza artificiale non è più solo uno strumento di analisi della polizia, ma è purtroppo diventata l’arma più sofisticata della criminalità organizzata.

In questo articolo analizziamo le cinque tipologie di crimini informatici basati sull’intelligenza artificiale che stanno caratterizzando l’agenda della sicurezza in Europa quest’anno e il modo in cui influenzano l’operatività dei nostri agenti.

Cambiamento di paradigma: dalla forza bruta all’intelligenza sintetica

Solo pochi anni fa, parlavamo di phishing con errori ortografici e attacchi massicci poco mirati. Oggi la realtà è molto diversa. La democratizzazione dei modelli linguistici avanzati (LLM) e la capacità di calcolo hanno permesso ai criminali informatici di automatizzare gli attacchi con precisione chirurgica.

Secondo recenti rapporti delle agenzie europee per la cibersicurezza, nell’ultimo anno i reati informatici che utilizzano l’intelligenza artificiale sono aumentati, costringendo le unità investigative specializzate in crimini informatici a raddoppiare gli sforzi e le risorse.

I 5 cybercrimini con IA che guidano le statistiche

Per i professionisti della sicurezza, identificare queste minacce è il primo passo per neutralizzarle. Di seguito analizziamo le tendenze rilevate nel territorio europeo:

1. Vishing e deepfake audio in tempo reale

Se nel 2024 i deepfake richiedevano ore di rendering, nel 2026 saranno molto più veloci. Le truffe dei CEO (frodi dei CEO) si sono evolute verso il sequestro virtuale e l’usurpazione dell’identità dei quadri intermedi. I criminali utilizzano l’IA per clonare la voce di un superiore o di un familiare in tempo reale durante una telefonata (vishing).

2. Campagne di Spear Phishing iper-personalizzate

Dimenticate le e-mail generiche. Le IA generative ora analizzano l’intera impronta digitale di una vittima (social media, registri pubblici, fughe di notizie passate) per redigere messaggi indistinguibili da una comunicazione legittima. Per le istituzioni, ciò significa che il cybercrimine basato sull’IA può eludere i filtri tradizionali, facendo credere a un funzionario di ricevere una richiesta da un fornitore di uniformità o logistica noto, quando in realtà si tratta di un vettore di ingresso per il ransomware.

delitos con ia

3. Malware con tecniche avanzate di evasione

Il malware attuale utilizza tecniche basate sull’automazione e sull’analisi adattiva, che gli consentono di modificare il proprio comportamento e la propria firma per rendere più difficile il rilevamento da parte delle soluzioni tradizionali, costringendo le unità di sicurezza informatica a rafforzare il monitoraggio continuo e le difese basate sul comportamento.

4. Avvelenamento dei dati

Mentre le forze dell’ordine implementano le proprie IA per la previsione dei crimini o il riconoscimento facciale, i criminali hanno iniziato ad attaccare l’integrità dei dati. Questo tipo di cybercrimine basato sull’IA consiste nell’iniettare “rumore” o dati falsi sottili nei sistemi di addestramento della polizia, causando il malfunzionamento degli algoritmi di sorveglianza, generando falsi positivi o ignorando minacce reali. È il sabotaggio silenzioso dell’era digitale.

5. Truffe sentimentali assistite dall’automazione e dall’intelligenza artificiale

L’uso di strumenti automatizzati e sistemi basati sull’intelligenza artificiale ha permesso di aumentare le truffe sentimentali negli ambienti digitali, incrementando il numero e la complessità delle denunce e comportando un carico aggiuntivo per le unità investigative, anche se non ci sono prove pubbliche che questo fenomeno abbia causato un collasso operativo delle forze di sicurezza.

L’impatto sull’agente

La lotta contro la cybercriminalità con l’IA implica che una parte crescente del personale di polizia e di emergenza passi dalle strade ai centri di comando e controllo.

Il profilo dell’agente sta cambiando, incorporando competenze tecnologiche, analitiche e di gestione degli incidenti digitali, senza che ciò sostituisca l’importanza della presenza operativa tradizionale.

In definitiva, il tempo ci dimostra che il crimine non si ferma mai, ma si trasforma. Il cybercrimine con IA è la sfida del nostro decennio, che richiede alle nostre forze di sicurezza un costante adeguamento in termini di formazione, software e, naturalmente, gestione del benessere del proprio personale.

A Partenon continuiamo a impegnarci nell’innovazione, assicurandoci che, sia che si tratti di una pattuglia cittadina o di smantellare una rete di bot davanti a un monitor, i nostri professionisti dispongano della migliore uniformità tecnica possibile per svolgere il loro lavoro.

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